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venerdì 5 aprile 2013

Difendersi dall'elettrosmog

Che c'entra, direte, con il mercurio?
Ho da poco letto il libro che così si intitola,  certo non immaginando di trovare notizie per questo blog. 
Esiste invece un paragrafo specifico intitolato "Il campo di tensione della mascella".
Ben descrive la situazione di plurimetallismo che alcuni di noi possono trovarsi in bocca, dati i diversi materiali utilizzati in odontoiatria.
"Secondo il principio della batteria, all'interno di un liquido, il cosidetto elettrolita, tra due elettrodi fatti di metalli diversi si forma una corrente che fluisce dal metallo meno nobile a quello più nobile. Nella nostra bocca la saliva e la linfa delle mucose fungono da elettroliti e, quanti più metalli differenti sono presenti, tanto più attiva è questa batteria orale.  ... In questo modo nella nostra bocca si generano dei campi che non raramente mostrano valori di tensione di centinaia di volte superiori ai segnali elettrici con i quali lavorano i nervi e il cervello". Prosegue. 


domenica 15 gennaio 2012

Modulo 2 - Mercurio nell'industria

Forse dei quattro moduli questo è quello meno coinvolgente, ma in effetti buona parte della contaminazione parte proprio dall'industria. Il linguaggio è più tecnico e non sempre di immediata comprensione.

In modo intenzionale:
- viene impiegato come catalizzatore in alcuni processi industriali che producono cloro e soda caustica (impianti cloro-soda a celle di mercurio), per produrre monomeri di clorir-vinile usati per fare il policlorirvinile (PVC) e nella produzione di schiume di poliuretano. Esistono alternative al suo utilizzo!
- è usato e rilasciato in piccole quantità nelle miniere d'oro.

In via indiretta:
- deriva dai processi di combustione (centrali a carbone, inceneritori locali o su larga scala) e di fusione di metalli e fornaci per il cemento. Il 70% di mercurio prodotto dall'uomo è emesso in atmosfera bruciando combustibili fossili (specialmente carbone) e rifiuti negli inceneritori.

Le resistenze all'utilizzo di alternative non tossiche dipendeno soprattutto dai costi per gli impianti: ricerca, strumentazioni, costi di smaltimento e di bonifica di suolo e acque sotterranee,... così che le industrie rimandano il più possibile la conversione.
Si possono creare contenitori di stoccaggio dei residui, protetti dalla pioggia e da tentativi di apertura, in luoghi ben ventilati. 

Il modulo, che ho sintetizzato in maniera estrema per ragioni di tempo, descrive abbastanza accuratamente i motivi per cui viene utilizzato negli impianti citati in precedenza.