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mercoledì 4 gennaio 2012

In conclusione la lettura del libro vale assolutamente la pena, forse un unico capitolo è un po' ostico e noioso.
Consiglio un giro sul sito ufficiale www.diagnosismercury.com e, per quanto mi riguarda, un ringraziamento sentito va all'autrice per il coraggio e la perseveranza, nonché il senso degli altri. Anche la scelta della casa editrice è espressione di scelte ragionate.
Potrete trovare interviste ed altro materiale.
Dal momento che è scaricabile gratuitamente, vi copio una sintesi da stampare e magari mostrare al proprio medico (da collega a collega... facciamolo proseguire questo tam-tam).
Salmon = salmone
Sole = sogliola
Herring = aringa
Anchovies = acciughe
Sardines = sardine
Cod (small) =  merluzzo (piccolo)
Tilapia = tilapia (da noi non c'è)
Crab = granchio
Scallops = conchiglie 

N.B. Altri sostengono invece che il salmone sia molto tossico e inquinato... fate vobis!

mercoledì 14 dicembre 2011

Mare di casa mia

Occhio non vede, cuore non duole. Perciò si potrebbe pensare che le alte concentrazioni di metalli pesanti nei pesci non siano un affare di casa nostra.
A rompere le uova nel paniere arrivarono però ricercatori dell'Univesità di Parma già nel 2000, descrivendo l'alto Adriatico come un "concentrato di schifezze" (l'espressione poco scientifica non proviene ovviamente da loro): http://www.unipr.it/arpa/facvet/annali/2000/ghidini/ghidini.htm.
Leggendolo intanto scopro i valori dei limiti di sicurezza europei: 
"la legislazione italiana, in attuazione di una direttiva comunitaria (Gazzetta Ufficiale della Comunità Europea, 1991), fissa un livello massimo di 0,5 mg/kg nelle parti commestibili dei prodotti della pesca, tranne che per le specie predatrici dove il livello massimo tollerato è di 1 mg/kg (Gazzetta Ufficiale Italiana, 1994). Il Comitato congiunto FAO-WHO ha stabilito un limite provvisorio tollerabile di assunzione settimanale, sia per il mercurio totale (0,3 mg per un adulto di 60 Kg) sia per il metilmercurio (0,2 mg)".
Concentrandomi solo sul mercurio, verrebbe da sintetizzare così i risultati:
- particolare attenzione alla zona di Trieste;
- pesci spesso contaminati oltre i limiti sono i "bentonici" (cernia, scorfano, grongo, razza, sogliola, rana pescatrice, linguattola) e chi di questi si ciba come il sarago.
Per inciso non c'è la stessa preoccupazione rispetto al cadmio, con valori ancora contenuti, mentre per l'arsenico i pesci più a rischio sono quelli già indicati. La ricerca è di una decina abbondante di anni fa. Magari oggi...