domenica 14 agosto 2016

Gli effetti dei pesticidi colpiscono fino alla 3a generazione

Il titolo già anticipa il tema: esperimenti sui topi hanno dimostrato che l'esposizione alla vinclozolina, un funghicida, determinano maggiore ansia in reazione agli stress, e ciò si propagherebbe alle generazioni successive.
http://www.lescienze.it/news/2012/05/22/news/suscettibilit_transgenerazionale_stress_ansia_esposizione_sostanza_vinclozolina-1038200/

Se vale per un banale fungicida, mi permetto di fare il passo successivo e provare a concludere che è logico pensare che ciò avvenga anche per uno dei metalli più velenosi al mondo.
In particolare in agricoltura viene disinfettante fungicida nei silos (a quanto leggo) destinati allo stoccaggio dei cereali o al trattamento dei semi.

In agricoltura si usano composto organici contenenti mercurio per inibire lo sviluppo di muffe nelle sementi. Alcuni tipici composti usati per questo scopo sono:
metilmercurionitrile CH3 – Hg – C º N
metilmercuriodiammide 
metilmercurio acetato 
etilmercurio cloruro C2H5 – Hg – Cl"
(http://www3.unisi.it/gioventu/pag14AmetalliHg.htm)

Fonti di mercurio

Torno a stretto giro al tema principe del blog, benché mercurio e intestino siano talmente legati da non poter evitare "divagazioni". 
Un paio di anni fa su "GreenMe" compariva un articolo sulle fonti di mercurio e i motivi per cui è tossico. Non che non ne abbia già parlato, ma lo userò come trampolino di lancio per il prossimo post. 
Rivediamo: 
- frutti di mare e pesce
- amalgama 
- vaccini (oggi non più)
- pesticidi
- acqua, aria, batterie, tatuaggi (non lo sapevo). 
Interessante anche la spiegazione di come agisce e di come contrastarlo. Ci ritornerò. 

venerdì 12 agosto 2016

Microbiota e nervo vago

Leggendo l'articolo, mi è subito venuto alla mente il paradigma per cui una proliferazione eccessiva di candida intestinale produce un desidero intenso di carboidrati e roba dolce, di cui la stessa si nutre.
Ecco qualcosa di più scientifico per illustrare il concetto:
http://www.medimagazine.it/i-nostri-batteri-influenzano-nostra-mente/

"La ricerca suggerisce che i batteri intestinali possono influenzare le nostre scelte alimentari in parte, agendo attraverso il nervo vago, che collega 100 milioni di cellule nervose dal tubo digerente alla base del cervello."

I microbi hanno la capacità di manipolare il comportamento e l’umore alterando i segnali neurali del nervo vago, cambiando recettori del gusto, producendo tossine per farci sentire male, e rilasciando ricompense chimiche per farci sentire bene”.

"Nei topi, alcuni ceppi di batteri aumentano il comportamento ansioso. Negli esseri umani, uno studio clinico ha rilevato che bere un probiotico contenente Lactobacillus casei ì,migliora l’umore in coloro che sentono ” spenti”.

“Poichè il microbiota è facilmente manipolabile dai prebiotici, probiotici, antibiotici, trapianti fecali e cambiamenti nella dieta, alterare il nostro microbiota offre un approccio interessante per trattare problemi altrimenti intrattabili di obesità e alimentazione malsana”

"Il targeting del microbioma potrebbe aprire nuove possibilità per prevenire una serie di malattie da obesità e diabete, ai tumori del tratto gastro-intestinale"

giovedì 11 agosto 2016

Combattere il biofilm

Devo fare uno spot in favore di questa dott.ssa Bernardi, che prima di questi giorni non avevo mai sentito nominare. Il suo sito è pieno di ottimi articoli e rivela un'attenzione per la salute non comune.
Da qui ho tratto il riferimento anche al post di oggi.
http://www.letiziabernardi.it/index.php?option=com_content&view=article&id=243:combattere-i-biofilm&catid=8:i-miei-articoli&Itemid=106
Alcuni suggerimenti mi erano già noti per la candida (e qualcuno l'ho sperimentato in passato), ma il karkadé e l'acqua di Kaqun mi giungono proprio nuovi.
Quest'acqua è un concentrato di ossigeno.... si potrebbe sostituire con il cell-food (oggi sponsorizzo gratis tutti).
Il karkadè non è difficile da reperire, la cannella la si usa anche per il mal di gola (efficacissima, anche bollita in una tisana), l'acido caprilico lo si trova in farmacia, la quercitina pure (per avere dosaggi significativi, perché è evidente che una alimentazione varia già la include), mentre altri oli nominati si usano anche per allontanare ospiti indesiderati dalla casa, dalle tarme alle zanzare: tutto torna insomma.
Quanto al timo, di cui ho quantità esagerate in giardino, potrei rifare il mellito. Copiatelo: lo aggiungete essicato ad un buon miele (più facile l'acacia perché fluida) in quantità di circa 4 cucchiai per chilo. Va conservato un mese al buio e rigirato più volte e alla fine, volendo, potete impazzire a filtrarlo, E' fenomenale, come la rosa canina.
In tutto questo però va detto che una dieta ad esclusione di zuccheri non fa eccezioni per il miele....

In ogni caso l'articolo riporta l'attenzione su un buon funzionamento dell'intestino come strumento di difesa e benessere, e per tornare al mercurio ricordiamoci che tra le principali conseguenze c'è la disbiosi. E' una catena capace di distruggere chiunque.
Io stessa, dopo tanti anni, non ho abbandonato ancora (se non per periodi, talvolta anche lunghi) fermenti lattici e basificanti. 

mercoledì 10 agosto 2016

Microbioma e biofilm

Per comprendere meglio i vari articoli in cui mi sono imbattuta, è importante conoscere i termini di riferimento.

MICROBIOTA - è sinonimo di flora batterica.

le della putrefazione dei resti, come Escherichia, Bacteroides, Eubacteria, Clostridium.

"Possiamo definire il microbiota intestinale umano come l'insieme dei microorganismi che si trovano nel tubo digerente dell'uomo. Qui vivono dalle 500 alle 1000 specie differenti di microorganismi, i più numerosi dei quali sono batteri seguiti da miceti e virus. " "alcuni ceppi batterici sono comuni alla maggioranza dell'umanità: l'80% dei batteri, come Lactobacillus e Bifidobacteria, provoca la fermentazione; il restante 20% è responsabi
Molti di questi batteri sono innocui o non influiscono sulle attività svolte dal microbiota umano per mantenere una corretta flora batterica, ma presi singolarmente possono essere pericolosissimi o addirittura mortali." (http://www.abcsalute.it/notizie-salute/omeopatia/microbiota-intestinale-che-cos-e-cosa-fa.html)

BIOFILM - microcolonie batteriche che aderiscono ad una superficie e risultano avvolte in sostanze polimeriche (il film).


"Forse perché molti biofilm sono sufficientemente densi da essere visibili ad occhio nudo, le comunità microbiche sono stata tra le prime ad essere studiate dai primi microbiologi. Anton van Leeuwenhoek ha raschiato il biofilm della placca dei denti ed ha osservato con il suo primitivo microscopio ciò che ha descritto al loro interno come "animaletti".

I biofilm possono causare una vasta gamma di problemi negli ambienti industriali. Ad esempio, i biofilm si possono sviluppare all’interno dei tubi, e questo può portare all’ intasamento e alla loro corrosione. I biofilm che si creano sui pavimenti e sui contatori possono rendere difficile il risanamento nelle aree preposte alla preparazione degli alimenti.

Gli scienziati ora si rendono conto che i biofilm non sono solo composti da batteri. Quasi ogni specie di microrganismi - tra cui virus, funghi, e archeobatteri - hanno meccanismi attraverso i quali essi possono aderire alle superfici e gli uni agli altri. Inoltre, si è ormai capito che i biofilm sono estremamente diversi tra loro. Ad esempio, possono abitare i biofilm che formano la placca dentale più di 300 diverse specie di batteri.

Inoltre, i biofilm sono stati trovati davvero ovunque in natura, al punto che qualsiasi microbiologo tradizionale può riconoscere che la loro presenza è onnipresente. 

Facile per i ricercatori di biofilm di vedere che il corpo umano, con la sua vasta gamma di superfici umide e dei tessuti della mucosa, è un luogo eccellente di proliferazione dei biofilm. Per non parlare del fatto che quei batteri che si associano in un biofilm hanno significativamente maggiore possibilità di eludere le cellule del sistema immunitario che attaccano più facilmente forme planctoniche.

Secondo una dichiarazione pubblica dal National Institutes of Health, oltre il 65% di tutte le infezioni microbiche sono causate da biofilm.

I biofilm fanno parte dei mix patogeni o "miscela" che causa la maggior parte o tutte le patologie "autoimmuni" o delle malattie croniche o delle malattie infiammatorie.

Infatti, grazie, in gran parte, alla ricerca di un ricercatore biomedico, il Dr. Trevor Marshall, si è compreso che le malattie infiammatorie croniche derivano da un’infezione sostenuta da una flora microbica intestinale patogena legata nei biofilm (collettivamente denominati agenti patogeni Th1).

È ormai noto che il microbiota è composto da numerose specie batteriche, alcune delle quali devono ancora essere scoperte. Tuttavia, la maggior parte degli agenti patogeni che causano le malattie infiammatorie hanno una cosa in comune: cercano tutti i modi per eludere il sistema immunitario e per persistere come forme croniche nell'organismo che ha sviluppato modi per combattere e difendere il nostro organismo.

Le ricerche di Marshall hanno messo in chiaro che molti dei patogeni Th1 sono in grado di creare sostanze che si legano e inattivano il recettore della vitamina D - un recettore fondamentale del corpo che controlla l'attività del sistema immunitario innato, o costituisce una prima linea del corpo per la difesa contro le infezioni intracellulari.

Così, quando i pazienti accumulano un numero maggiore di patogeni Th1, sempre più forme batteriche croniche creano sostanze capaci di disattivare il VDR. Questo provoca un effetto valanga, in cui il paziente diventa sempre più immunocompromesso, mentre acquista una carica batterica più grande.

I pazienti con infezioni da biofilm sono generalmente definiti dai medici tradizionali come coloro che hanno un'infezione incurabile.

I ricercatori hanno ripetutamente tentato di distruggere i biofilm dando ai pazienti dosi costanti ed elevate di antibiotici. Purtroppo, quando somministrato in dosi elevate, l'antibiotico potrebbe indebolire temporaneamente i biofilm, ma essendo incapace di distruggerli, le cellule inevitabilmente persistono e permettono al biofilm di rigenerarsi (si parla di antibiotico-resistenza).

Marshall è stato il primo a creare un protocollo antibiotico che sembra colpire e distruggere il biofilm. Centrale al trattamento, che si chiama il Protocollo Marshall, è il fatto che i biofilm e altri agenti patogeni Th1 soccombono a specifici antibiotici batteriostatici presi a dosi molto basse, come “informazioni”. Ed è solo quando gli antibiotici vengono somministrati in questo modo che sono in grado di eradicare completamente i biofilm".(http://www.letiziabernardi.it/index.php?option=com_content&view=article&id=240:la-scoperta-dei-biofilm&catid=8&Itemid=106)

martedì 9 agosto 2016

Un anno dopo

Un silenzio così lungo parla della mia vita: non dedico più tempo ad approfondire questi temi perché fondamentalmente continuo a stare bene. Di tanto in tanto ho qualche disturbo, ma riesco a mantenere un buon equilibrio globale.
Ciò non toglie che mi senta sempre molto vicina al problema delle intossicazioni di origine ambientale, non solo mercurio ma elettromagnetismo (questo lo subisco molto), inquinamento chimico,...... e da qui a seguire quasi all'infinito.
Continuando quindi a fermarmi ad ogni articolo che tratti temi a me familiari, ho fatto mente locale e, grazie a un po' di ferie, deciso di aggiornare questo blog con servizi e ricerche recenti.
Alcuni continuano a ribadire gli stessi concetti, ma per la stanchezza cronica c'è per esempio qualche interessante novità.
Cambiare la propria vita nei termini di riprendersela porta via molto tempo: mi dedico all'orto per sapere ciò che mangio, faccio il pane, gli integratori, i detersivi, i saponi, le creme.... il dentifricio.... e quando devo comprare qualcosa sempre più spesso posso permettermi di scegliere prodotti di qualità quanto a materie prime ed eticità della produzione. Persino una parte del cibo destinato ai miei animali non viene più da allevamenti intensivi.
E se sto male? Medicina informazionale, un nuovo step che su di me ha gli stessi "devastanti" effetti delle cure omotossicologiche di un tempo.
Questo squarcio sul mio quotidiano è per dire che la vita si riconquista con una progressione, che uscire dall'emergenza non significa doversi accontentare.
I cambiamenti arrivano mese dopo mese negli anni, sono una grossa fatica all'inizio, ma pagano.
Per me è una sfida e una gioia vedere che posso sottrarmi a un mondo contaminato fin nella testa delle persone, pur continuando a viverci dentro.
Chiaramente il fattore tempo diventa la chiave di volta, ma ci vuole meno tempo a imparare a fare scelte alternative che a guarire dagli stati di malessere e malattia che io e molte delle persone che leggono (e mi scrivono) abbiamo sperimentato a lungo, ed è anche molto meno costoso!
Perciò se dovessi pubblicare tre post e sparire un altro anno..... saprete che sto lavorando al cambiamento (....fattore tempo. appunto).

Dopo questa lunga introduzione, ecco la grande scoperta sulla stanchezza cronica.
Quanti di noi si son sentiti dare degli esauriti???? Finalmente la ricerca risponde. Iniziamo dalla grande stampa italiana. Purtroppo solo due quotidiani se ne occupano.

La Repubblica http://www.repubblica.it/salute/ricerca/2016/07/07/news/sindrome_da_fatica_cronica_le_cause_nel_microbioma_intestinale_alterato-143194898/

La Stampa
http://www.lastampa.it/2016/07/07/scienza/benessere/la-stanchezza-cronica-dipende-dallintestino-SgtFrqNizYJDx0opJm5jlJ/pagina.html



martedì 28 luglio 2015

Zeolite going on

Mi ero completamente scordata del blog... 
La mia vita va bene, la mia salute tiene e non ho proprio il tempo per pensare a condividere i miei esperimenti come se il risultato potesse essere un miraggio per qualcuno. 
Certo a volte mi potreste vedere strisciare come uno zombie, trascinarmi dietro il peso del mio non grande corpo, ma l'altra faccia della medaglia sarebbe un lungo elenco di cose fatte e obiettivi quotidianamente raggiunti. 
Quindi parliamo di squilibri, di malesseri, di fastidi,... e in quest'ottica per ora vanno letti i miei esperimenti. 
Confermo che la zeolite si è rivelata un ottimo prodotto, ma mi ha dato una grandissima secchezza delle fauci e quindi va presa quando si può bere tanto, come diceva il bugiardino. 
Inoltre per la candida ho aggiunto il costosissimo Atena plus che però non si è rivelato male.... e l'argento dopo un po' l'ho abbandonato. 

Poi questa estate succede come la scorsa estate e un po' quelle precedenti: coltivo il mio orto, ho una sovrabbondanza temporanea di verdure di diversa forma e colore che so "cosa hanno mangiato".... e con l'orgoglio di vedere tanto ben di Dio in risposta alle mie fatiche (quando in primavera ricomincio a lavorarci assiduamente è tutto un dolore) e la cupidigia di approfittarne perché è tutto gratis, poco alla volta la mia alimentazione cambia radicalmente e così il mio intestino. Dapprima addolorato anche lui, non abituato a tanta quantità e varietà, via via queste schifezze le espelle e diventa un modello per tanti altri intestini.... ;-)
Suppongo che sia tutto molto basico a conti fatti perché i pomodori, che pur vengono, non sono la stragrande maggioranza dei miei pasti. Prevalgono zucche, zucchine, fiori, fagiolini, cicorie, radicchi, carciofi,  cipolle poi finocchi, cavoli,.... pochi peperoni, poche melanzane, pochissime carote, qualche patata, etc

Quindi zeolite ottima ma madre natura suprema.  Ph ph e ph. Da tempo ormai è una strada spianata.