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lunedì 21 agosto 2017

La pubblicazione scientifica

Ecco la ricerca di Montanari e Gatti pubblicata nel gennaio 2017.

In sostanza c'è scritto che per indagare i possibili effetti collaterali dei vaccini è stata svolta questa ricerca di contaminanti solidi eventualmente contenuti in essi. I risultati mostrano la presenza di nano e microparticolato composto da elementi inorganici non dichiarati tra i componenti e la cui presenza non è spiegabile.
Una parte di questi sono da ritenersi non biodegradabili e non biocompatibili e a ciò vanno ricondotti i disturbi in premessa.

L'articolo un po' più.... articolato.

I vaccini sono una delle più grandi invenzioni per prevenire le malattie infettive. La pratica della variolazione risale all'anno 1000 in Cina ed India ed è poi stata sostituita dalla vaccinazione oggi diffusa in tutto il mondo.
Sono sempre stati riportati effetti collaterali ma in particolare negli ultimi anni dai dati dell'American Accademy of Pediatrics sembra che siano aumentati per numero e gravità negli ultimi anni tra i bambini.
Per esempio il vaccino difterite-tetano-pertosse è stato ricondotto a casi di morte infantile improvvisa, parotite-morbillo-rosolia con autismo, immunizzazione multipla con disturbi del sistema immunitario epatite B con sclerosi multipla,... [ci sono tutti i riferimenti alle relative ricerche].

Il bugiardino del trivalente (difterite tetano pertosse) riporta tra gli effetti collaterali trombocitopenia (=piastrinopenia), shock anafilattico, cellulite, autismo, convulsioni/grande male (tipo di convulsione), encefalopatia, ipotonia, neuropatia, sonnolenza e apnea".

Ricerche su componenti come  i sali d'alluminio li riconoscono come possibili responsabili di sintomi e malattie neurologiche.

Recentemente sono stati descritti sintomi in reazione al vccino contro il papilloma virus quali sindrome da tachicardia ortostatica, sindrome da fatica cronica, disturbi localizzati o sistemici.
Dolore al sito di inoculo, gonfiori e movimenti incontrollati delle mani, febbre, mal di testa, irritabilità, crisi epilettiche, perdita temporanea della parola, ipersensibilità, dolore muscolare, sincopi ricorrenti, fame costante, incertezza nell'andatura e incapacità di mantenere la posizione verticale.

E' inconfutabile che ogni giorno vengano somministrati milioni di vaccini senza conseguenze ma anche che i casi di reazioni avverse non sono registrati e la loro percentuale resti dato sconosciuto.

Questo ha portato allo svolgimento di ricerche di tipo non biologico ma fisico usando il microscopio elettronico (che viene descritto) alla ricerca di eventuali contaminanti.

Sono stati analizzati 44 tipi di vaccini provenienti da due Paesi (Italia e Francia).

Segue descrizione dettagliata del processo.

Vengono individuati componenti inorganici, materiale semplice e aggregati (cluster), sia sali di alluminio che micro, submicro, nano particelle inorganiche non dichiarate sulla confezione.

Singole componenti o aggregati di materiale organico e inorganico, alluminio, silicone, magnesio, titanio, ferro cromo silicone calcio aggregati, alluminio e rame in aggregato.Le particelle sono immerse o circondate da materiale organico. 
Ancora parti di piombo e acciaio inossidabile, tungsteno, oro, argento, zirconio, afnio, stronzio, tungsteno, nichel, cromo, zinco, platino, bismuto, ferro, antimonio, cerio. 

Questi compositi di materiale non biodegradabile possono dare reazioni avverse perché il corpo non li riconosce come materiali propri e generano la spaccatura delle proteine. 
Simili aggregati sono stati individuati in alcune malattie (es. leucemie crioglobulinemie).
Non tutti i vaccini contengono gli stessi componenti. 
Solo il Feligen, unico vaccino veterinario testato, è privo di contaminanti inorganici mentre il vaccino antiallergico ha uno strato di sali così sottile che non trattiene altri contaminanti. 

Queste componenti sono biopersistenti, possono dare reazioni a breve tempo o a distanza. Il corpo reagisce ai cristalli e non alle molecole generando una reazione infiammatoria dovuta alla tossicità della sostanza e al riconoscimento degli stessi come estranei. 
Possono formarsi gonfiori o granulomi in sito oppure finire nel sangue e finire chissà dove. 
Crediamo che in molti casi vengano distribuiti nel corpo senza generare particolari reazioni, altre volte finiscono negli organi e nel microbiota. 
In quanto non biodegradabili producono questa reazione infiammatoria cronica e possono dar luogo a  composti organici-inorganici che stimolano il sistema immunitario in modo non corretto. Date le dimensioni possono anche entrare nelle cellule ed interagire con il DNA. 
In alcuni casi (es. ferro) possono anche avere effetto corrosivo e irritare i tessuti. 
Anche l'alluminio, dichiarato tra i componenti, può generare disturbi neurologici. 

In seguito alle osservazioni, si può dire che gli effetti hanno carattere di casualità, dipendendo da quali componenti vengono messi in circolo dal sangue, ma possono avere comunque impatti preoccupanti sulla salute, interferendo anche con la funzionalità muscolare. 

Di solito incontriamo componenti di questo tipo durante indagini sull'inquinamento ambientale di diverso tipo. 
Le combinazioni sono spesso molto insolite perché casuali (es. quando si bruciano rifiuti) e non dovrebbero essere presenti in vaccini soprattutto se destinati a bambini. 
E' noto che la tossicità aumenta quando i componenti si uniscono con effetti imprevedibili. 

Gli effetti, a volte immediati e a volte posticipati di qualche settimana, possono essere spiegati in base alla zona del cervello che viene raggiunta (reazione rapida) oppure al raggiungimento del microbiota dove interferiscono con la produzione di enzimi destinati a sostenere la funzionalità neurologica. Si tratta naturalmente di ipotesi. 

Queste indagini rappresentano una modalità di controllo che può essere adottata per garantirne la sicurezza. Pensiamo che le contaminazioni non siano intenzionali ma dovute a processi industriali, da cui la necessità di uno stretto controllo sui luoghi di produzione per eliminare probabilmente il problema. 



E scusate la traduzione sommaria.... 

lunedì 4 febbraio 2013

Semi di lino

Il terzo metodo è alla portata di tutti ed in verità viene proposto in altri contesti come risposta a diversi stati di intossicazione.
Tombak suggerisce di versare, su mezza tazza di semi, un litro e mezzo di acqua bollente, poi di far cuocere l'intruglio a fuoco basso per 2 ore. Va fatto raffreddare e infine filtrato. E' da bere durante il giorno per due settimane, una volta l'anno.

Il limite di questo studioso, già evidenziato su altri siti, è che effettivamente non fornisce le fonti su cui poggiano le sue informazioni e non fa riferimento a studi scientifici sui pazienti, ma è indubbio che al lino, in olio o semi, vengono riconosciute proprietà antitumorali e antinfiammatorie.
Io vedo anche un lineare collegamento con i problemi intestinali che conseguono alla presenza di metalli (pareti, candida,...) e sarei tanto tentata di dirigermi su questa strada...

lunedì 26 marzo 2012

Elettrogalvanismo

A pag. 78 viene evidenziata la questione dell'elettrogalvanismo: in presenza di amalgami ed altri metalli in bocca si creano piccole correnti elettriche. Questo favorisce la migrazione del mercurio verso altri tessuti, amplificandone gli effetti dannosi.
Al proposito vi segnalo questo link, che riprende ed amplia quanto riportato in "Denti tossici": http://ttsvgel.it/index.php/download/89-intossicazioni-da-amalgama?showall=&start=9.

martedì 21 febbraio 2012

La ricerca dei significati

Nel post di ieri ci sono più termini che ho voluto cercare. 
Il primo sono le prostaglandine.
Sono acidi che agiscono negli stati infiammatori, modulando la risposta in termini di vasodilatazione e dolore. I farmaci antinfiammatori ne contrastano la formazione. 
Lo zolfo, per proprietà transitiva, agisce come un FAN... 
Al proposito ieri mi son tornati alla mente quei cilindri a base di zolfo, gialli ovviamente, che si trovano in Liguria e che vanno scaldati prima di essere strofinati contro la zona infiammata. Pare abbiano effetti straordinari: io da anni ne ho uno solo che conservo poiché, se non ricordo male, è per così dire "usa e getta". Si trovano a volte nei mercatini. E' il momento di ritirarlo fuori...

Ho trovato un blog che mi è piaciuto molto (solo manca il tempo di leggerlo), che parla una lingua abbastanza comprensibile; qui una descrizone delle prostaglandine: http://scienzaesalute.blogosfere.it/2007/01/chiarimenti-sulle-prostaglandine.html

Le proantocianidine invece sono sostanze che agiscono come antiossidanti (si trovano per es. nei frutti di bosco e nel vino). Su wikipedia se ne parla con il nome di tannini.

Ora lo studio può continuare...